Elio Petri, un gigante del cinema italiano
Non mi stancherò mai di scrivere su Elio Petri. Non mi stancherò mai di vedere i suoi film. Quando si parla dei grandi del cinema italiano escono sempre gli stessi nomi: Rossellini, De Sica, Fellini, Visconti, Antonioni, Pasolini. Di Petri invece si parla pochissimo. Per fortuna in autunno (2007) il Museo del Cinema di Torino gli ha dedicato una grande manifestazione, illuminando almeno per un certo periodo, una zona d’ombra della critica italiana che tende a dimenticarsi di questo straordinario cineasta.
L’evento di cui voglio parlare oggi si svolge invece in Francia ed è molto importante perché a dedicare una retrospettiva a questo maestro è una televisione "Ciné-Cinema Classique". Ho appreso di questa rassegna (curata dal noto critico e docente francese Jean Gili) leggendo un articolo, firmato da Elena Doni, su L’Unità del 18 marzo 2008.
Mi ha colpito perché pagherei oro per vedere su un’emittente televisiva italiana una retrospettiva completa di Petri, regista che personalmente ha segnato in maniera decisiva il mio rapporto con l’arte cinematografica.
Ricordo ancora come rimasi sconvolto la prima volta che vidi "Indagine su un cittadino di ogni sospetto". Mi colpì la lucidità del messaggio, lo stile tiratissimo, quasi estremo, la forza linguistica di ogni sequenza, l’inarrivabile prestazione di Gian Maria Volontè. Ho, in seguito, rivisto questo capolavoro decine di volte. Ad ogni nuova visione non perdo occasione per scoprire qualche nuovo elemento che possa arricchire la mia personale analisi. Ciò che mi stupisce ancora oggi è il fatto che questo lungometraggio datato 1970 sia ancora di un’attualità spaventosa e di una modernità incredibile. Ma Petri è stato sempre un precursore. Incredibile, ad esempio, è l’anticipazione che nel 1965 "La decima vittima", film tratto da un racconto di Robert Sheckley, diede del sistema comunicativo/televisivo contemporaneo. Altro titolo che è rimasto impresso nella mai mente è "La classe operaia va in paradiso", capolavoro di impegno politico e di intensità espressiva che fece discutere sulla questione dello sfruttamento della classe operaia da parte dell’industria capitalistica occidentale. Anche in questo caso, ricordo un Volontè eccezionale, probabilmente ai vertici della sua carriera. E poi ancora "Todo Modo", film un po’ bistrattato dalla critica ma che era una fotografia limpidissima del potere politico italiano (tuttora non così diverso).
Chiudo invitandovi a vedere in dvd, o in televisione quando vengono programmati (molto di rado), i film di Elio Petri. Ogni fruizione di una sua opera è un’esperienza fortissima, un modo per guardare l’Italia di ieri e scoprire che nulla è cambiato, purtroppo.






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