Sidney Lumet, un'ennesima lezione di cinema
Torno a parlare del film di Sidney Lumet, dopo averlo già fatto con la mia recensione pubblicata da Cinema.it. Primo ulteriore commento: il titolo italiano, Onora e il padre e la madre, è decisamente fastidioso, tipico di un’ “italietta cinematografica” che pensa ancora di fare maggiori incassi puntando su un titolo che faccia teoricamente più presa sul pubblico. In questo nostro “paese sperduto nell’occidente”, basta alludere a qualcosa di vagamente religioso (e/o morboso) per scatenare le fantasie del pubblico (almeno, così alcuni pensano). Personalmente non sono per niente d’accordo con questa logica antica e senza senso. Andava tradotto semplicemente il titolo: “Prima che il diavolo sappia della tua morte”, frase decisamente più inquietante che pare derivi (ma questo non lo so con certezza) da un detto irlandese: “hai mezz’ora di tempo per andare in paradiso prima che il diavolo sappia della tua morte”.
Detto ciò, volevo solo ancora una volta sottolineare come questo lungometraggio sia l’ennesimo strepitoso lavoro di un autore che ha fatto la storia del cinema americano, senza mai divenire, per fortuna, una star come Scorsese o Coppola. Lumet è solo un regista, di spessore però elevatissimo. Quest’ultimo film è cattivissimo, cinico, cupo e senza speranza. È la concretizzazione filmica del pensiero di un autore che alla sua veneranda età (84 anni), e con l’esperienza che lo contraddistingue, non ha alcun problema a illuminare i lati più oscuri del nostro (occidentale e ricco) sistema di vita. E non ha paura di evidenziare come il male più orripilante e sordido si possa annidare anche in quello che viene definito il nucleo fondamentale del nostro sistema esistenziale: la famiglia. Io ho trovato questo di Lumet un film corrosivo e affilato come una lama, un’opera di grande importanza e un esempio vero per tutti quei giovani cineasti che sembrano potersi esprimere sempre e solo tra mille paure e tabù. Il messaggio di Lumet è: guardate il vostro mondo (anche quello strettamente privato), analizzatelo con attenzione e tirate fuori il marcio. Anche così, il cinema e l’arte possono avere qualcosa da dire.
Ci sono difetti in questo lavoro di Lumet? Forse, ma si tratta di una pellicola così autenticamente sincera che se anche ci fosse qualche problema nella struttura narrativa (come taluni evidenziano), ciò non potrebbe rappresentare alcun problema. Ciò che mi è piaciuto in sostanza in questa prova registica è che Sidney Lumet è ancora un cineasta integro, tosto e diretto, uno dei pochi, oggi, a dire delle verità (cinematografiche), senza problemi. Come sempre mi piacerebbe sentire qualche parere in merito, anche contrario alla mia visione.






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