Fabio Maiello - Dario Argento, confessioni di un maestro dell'horror (Alacran)
Ho seguito costantemente il lavoro di Dario Argento, prima come semplice “cinephile” e poi come critico cinematografico. L’ho sempre considerato un cineasta fuori da certi giochi (ammiccanti verso il pubblico generalista), in grado di sviluppare un discorso personale e di utilizzare il linguaggio cinematografico come pochi altri nel mondo. Certo, gli alti e bassi nel suo cinema sono continui ma ciò non toglie che si tratta di autore che ha dato il suo dignitoso e rigoroso contributo al cinema italiano, senza chiedere nulla a nessuno. Ho avuto modo di conoscerlo e studiarlo approfonditamente in occasione dell’intervista che mi rilasciò per il n. 33 di CineCritica (gen. 2004). Scrissi anche un saggio, per l’occasione, intitolato: “Dario Argento, la trilogia d’esordio”. Mi concentrai sui tre film, “L’uccello dalle piume di cristallo”, “Il gatto a nove code”, “Quattro mosche di velluto grigio”, che insieme a “Profondo rosso” e “Suspiria”, considero le prove più significative della sua carriera.
Intorno alla figura di Dario Argento, c’è sempre però da parte della critica un atteggiamento un po’ snob. Viene considerato un regista di genere, artefice di un cinema di serie B, come alcuni considerano l’horror. Ma Argento è molto di più; è un autore in piena regola, un cineasta che magari non sforna pellicole sempre eccelse ma che lavora in modo intelligente sul linguaggio filmico. Vi consiglio così di dedicarvi alla lettura di “Dario Argento – Confessioni di un maestro dell’horror”, libro appena pubblicato dalla casa editrice Alacran e scritto da Fabio Maiello. Si tratta di un piacevole e scorrevole volume che ripercorre l’intera carriera dell’autore di “Opera”.
La struttura è quella tipica del libro intervista. Domande precise e risposte ricche di elementi significativi, racconti, ricordi, e qualche sfogo. Attraverso questo percorso, Maiello riesce a elaborare un ritratto intenso di Argento, il quale oltre che regista si mostra nella sua veste di appassionato di cinema, nonché di uomo in grado di autoanalizzarsi con una certa lucidità. Molto interessante è anche la sezione conclusiva dedicata interamente alle produzioni di Dario Argento, le quali mettono in luce anche un altro aspetto creativo/organizzativo/ imprenditoriale di un uomo di cinema sempre in evoluzione e attento ai cambiamenti di carattere tecnologico. Da notare che le interviste riguardanti le sue opere, sono sempre chiuse da alcune dichiarazioni di collaboratori, attori e addetti ai lavori che nel corso degli anni hanno portato a termine progetti cinematografici insieme al cineasta romano. Per gli appassionati di Argento si tratta di un testo degno di nota. Personalmente, penso anche che la lettura di questo libro potrebbe aprire la mente a molti suoi detrattori che guardano il lavoro di Argento da un punti di vista pieni di pregiudizi.
Titolo: Dario Argento – Confessioni di un maestro dell’horror; Autore: Fabio Macello; Editore: Alacran; Anno: 2007; Pagine: 346; Prezzo: 14,80 euro; ISBN: 978-88-89603-75-8






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