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Sergio Arecco - Marlon Brando (Le Mani)

10/02/2008 | postato da: Maurizio G. De Bonis | Commenti 0

La definizione che Carmelo Bene dava dell’attore teatrale era quella di macchina attoriale, cioè di meccanismo “corpo-voce” in grado di superare il concetto di rappresentazione-recitazione per dare forma sullo spazio scenico all’azione comunicativa di un soggetto portatore di significanti. Se devo pensare a una figura simile in ambito filmico, non può che venirmi in mente Marlon Brando. Utilizzando termini meno specialistici, posso dire che Brando con la sola presenza nel campo visivo della sua immagine riusciva a comunicare con il fruitore in modo diretto, spesso con la sola forza del suo volto e con la semplice irruzione nell’inquadratura della sua figura enigmatica. In tal senso, è stato uno degli interpreti più importanti della storia del cinema. E ciò è dimostrato proprio dalle sue scarse (in senso numerico) grandissime prove e dalle molte apparentemente insignificanti, ma straordinarie, partecipazioni. Bisogna affermare, inoltre, come Brando sia stato un personaggio in continuo conflitto con il sistema hollywoodiano, costantemente attento alle questioni relative ai diritti civili, in special modo in riferimento alle minoranze etniche. Arrivò al punto di rifiutare di ritirare direttamente i premi Oscar che gli furono assegnati in segno di protesta nei confronti del mondo che l’aveva reso ricco e famoso.

Marlon Brando è stato dunque attore di estremo interesse (anche umano), su cui, forse, poco si è riflettuto. Ecco perché un libro come quello scritto da Sergio Arecco (il titolo è Marlon Brando, appunto), contribuisce ad approfondire la storia di un artista spesso vittima di luoghi comuni e di giudizi superficiali. Il testo in questione è stato pubblicato da Le Mani ed è un ampio volume di oltre quattrocento pagine, nell’ambito del quale l’autore sviluppa nella prima parte un discorso molto preciso relativo alla biografia dell’attore mentre nella seconda si concentra sulle sue singole interpretazioni. Il percorso esistenziale di Brando è delineato con dovizia di particolari e con quella che potremmo definire "intensità critica". Il percorso “cronologico” si chiude nel momento in cui l’autore si dedica con sana pignoleria ai film interpretati da Brando da Uomini di Fred Zinnemann (1950) a In fuga con il malloppo di Yves Simoneau (1998). Restano fuori dallo studio specifico della filmografia, titoli come Il coraggioso, The score, Superman II e Sperman Returns (ma per ciò che concerne gli ultimo due la presenza di Brando è legata all’uso di materiali d’archivio).

Il dato obiettivo che è possibile dedurre dalla lettura di questa biografia critica è che si tratta di un testo di grande scorrevolezza, che appassiona di pagina in pagina e che almeno in Italia contribuisce a rivelare tratti non proprio conosciuti della vita di questo genio della recitazione. Da notare che l’apertura è affidata alla pubblicazione di alcuni omaggi a Marlon Brando di firme illustri. Tra queste vi segnalo: Elia Kazan, Truman Capote. Goffredo Fofi, James G. Ballard e Martin Scorsese.

Titolo: Marlon Brando - Autore: Sergio Arecco - Editore: Le Mani - Anno: 2007 - Pagine: 413 - Prezzo: 20 euro - ISBN: 88-8012-405-6

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