Ugo Pirro, la scomparsa di un maestro della sceneggiatura
In questi giorni nel mondo del cinema di cose ne sono successe. Cosa scrivere dunque in questo post? Dopo una breve riflessione i dubbi svaniscono. Infatti, è morto Ugo Pirro e sento il dovere di parlarne. Si tratta di uno dei maggiori sceneggiatori della storia del cinema italiano. Non vorrei però scrivere il solito “coccodrillo” giornalistico, poiché Pirro è stato personaggio troppo importante e rigoroso per ingabbiarlo in una celebrazione scontata. La riflessione che mi viene spontanea è che le sue sceneggiature erano identiche al suo volto intenso e serio: un volto antico e profondo, portatore di una cultura di rara forza intellettuale, di messaggi da comunicare nell’energia creativa della parola scritta e dell’immagine. Fare una semplice lista di film scritti da questo autore sarebbe semplicissimo, vista l’alta qualità della sua carriera. Vorrei invece più “intimamente” indicarvi quelle opere sceneggiate da Pirro che secondo me hanno un’importanza fondamentale nella storia del nostro cinema.
In primo luogo è da evidenziare il grande sodalizio con uno dei maestri della nostra arte cinematografica: Elio Petri. Pirro scrisse per Petri delle sceneggiature che poi diventarono, a mio avviso dei capolavori: A ciascuno il suo (tratta da Sciascia) – 1967, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970), La classe operaia va in paradiso (1971) e La proprietà non è più un furto (1973). Tra questi, senza alcuno dubbio, c’è uno dei film che mi ha convinto a voler fare il critico cinematografico, un lungometraggio che è ancora oggi attualissimo, una fotografia impietosa e lucida nella nostra inquietante italietta: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.
Ma ecco qualche altro titolo: Achtung Banditi, regia di Carlo Lizzani (1951), Il sole negli occhi, regia di Antonio Pietrangeli (1953), Il gobbo, regia di Carlo Lizzani (1960), Le soldatesse, regia di Valerio Zurlini (1965), Il giorno della civetta, regia di Damiani Damiani (1968), Il giardino dei Finzi Contini, regia di Vittorio De Sica (1970), L’eredità Ferramonti, regia di Mauro Bolognini (1976), Ogro, regia di Gillo Pontecorvo (1979). Come avrete capito da questa selezione della filmografia di Pirro, il suo percorso professionale è stato di qualità veramente notevole, e soprattutto di chiaro rigore professionale. Infine, se volete cogliere dalle sue stesse parole il senso del lavoro di sceneggiatore, non dovete fare altro che recarvi in libreria e acquistare il suo volume intitolato Per scrivere un film (Lindau Editore).






Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@