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Festival cinematografici italiani: ancora polemiche

13/01/2008 | postato da: Maurizio G. De Bonis | Commenti 2

Come potrebbe essere definito un paese come l’Italia? Grottesco? Caotico? Forse. La cosa certa è che la questione irrisolta dei festival cinematografici di casa nostra che si pestano i piedi è veramente qualcosa di incomprensibile. La notizia che la Festa del Cinema di Roma, per non sovrapporsi all’inaugurazione della stagione di concerti dell’Accademia di Santa Cecilia, dovrà iniziare nel 2008 il 2 di ottobre, solo venti giorni dopo la conclusione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è abbastanza preoccupante. Se non ricordo male lo scorso anno, sotto la supervisione del ministro Rutelli, si svolse una riunione per concordare le date di Venezia, Roma e Torino. Si arrivò a un accordo, non eccezionale ma pur sempre un accordo. Ora, quest’anno, la situazione si è fatta ancora più ingarbugliata.

Non c’è dubbio, Venezia e Roma sono festival troppo vicini, specie se la Festa della capitale continua a sviluppare il proprio programma mantenendo al suo interno una sezione competitiva. Come scrive correttamente Alberto Crespi su L’Unità del 13 gennaio 2008 la Mostra del Lido si troverà in maggiori difficoltà poiché ancora non è noto il nome del Direttore. Müller ha concluso il suo mandato quadriennale. In molti auspicano una sua riconferma, ma anche se così dovesse essere il suo lavoro comincerebbe in enorme ritardo rispetto alla tabella di marcia prevista. La stessa cosa, comunque, succederebbe con un eventuale successore. Sinceramente non riesco a comprendere come mai non sia stata trovata in passato una soluzione definitiva a questo problema che, ne sono certo, in un altro paese (uno a caso: la Francia) non si sarebbe mai verificato. L’idea che la kermesse romana possa avvenire in un periodo estivo sarebbe a mio avviso la migliore. Ma anche tenendo presente questa ipotesi: quando? Cannes è a maggio, e a giugno c’è Pesaro (che rimane uno degli appuntamenti italiani più significativi). E poi, ad agosto c’è Locarno. Rimarrebbe luglio: periodo ottimo perché Roma in quel mese è bellissima, accogliente, spumeggiante e ancora piena di gente.

Ma a parte “la battaglia navale” delle date, ciò che appare sempre più necessario è un riordino generale delle manifestazioni cinematografiche italiane con la creazione di un vero e proprio “sistema-circuito” in grado di “contrapporsi” ad eventi non italiani e di evitare di creare inutili frizioni negli ambienti cultural/festivalieri della penisola. L’impressione che ho è che noi italiani siamo specializzati nel crearci problemi, nel provocare confusioni e sovrapposizioni. E forse è proprio il cinema (quello italiano) a risentire veramente di questa strana situazione. Assisteremo a nuove riunioni diplomatico/ministeriali nel tentativo di rimediare a questo caso? Temo proprio di no. Che succederà a Venezia, durante la prossima edizione? E Roma manterrà la competizione ufficiale? Non vedo grandi novità all’orizzonte, nella speranza che il mio pessimismo venga smentito. Se qualcuno ha una soluzione o un’idea (o voglia semplicemente esprimersi sull’argomento) si faccia avanti con un commento. Magari proveremo a girare, molto modestamente, un suggerimento ai “contendenti”.

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