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Così si discute di cinema...in Italia

13/11/2007 | postato da: Maurizio G. De Bonis | Commenti 6

È qualche giorno che mi ronza nel cervello l’idea di scrivere un post su come si discute in Italia di cinema. Nei giorni scorsi sono accadute alcune cose che ho registrato nella mente e che ho metabolizzato con il tempo. Ora mi sembra venuto il momento di dire qualcosa. Per alcuni giorni abbiamo assistito sulle pagine dei giornali nazionali ha una diatriba che se non fosse grottesca, come è, sarebbe culturalmente tragica. A un certo punto è accaduto che Diliberto, noto esponente politico, e Villaggio, noto attore, abbiano iniziato ad “accapigliarsi” (senza mai discutere direttamente, mi pare) niente meno che su La corazzata Potemikin di Sergej M. Ejzenstejn. Ho letto stravaganti articoli sulla questione, e più leggevo più tutto mi appariva ridicolo. Riuscite voi a immaginare che un Deputato della Repubblica e un attore di cinema aprano una querelle di Guerra e pace di Lev Tolstoj? Ma si sa, di cinema (come della nazionale di calcio) possono parlare tutti. Il problema è che poi le persone (per fortuna poche in questo caso) comprano i giornali e leggono delle cose imbarazzanti. Comunque, tanto per prendere una posizione precisa La corazzata Potemkin è un capolavoro assoluto, non del cinema ma della storia dell’arte del Novecento. Punto e basta.

Ed ancora. In occasione della presentazione di una fiction televisiva, Luca Barbareschi se ne è uscito con una dichiarazione roboante: “Monica Bellucci non è un’attrice”. Per onestà intellettuale devo affermare come io non condivida neanche una virgola delle idee politiche di Barbareschi. Siamo su schieramenti opposti, ma con altrettanta onestà intellettuale devo dare atto a Barbareschi di aver detto in pubblico ciò che molti addetti ai lavori pensano ma non osano dire. Allora, diciamolo: Monica Bellucci ha costruito una carriera intelligente, a suo modo raffinata, ma non ha un rapporto di confidenza con la recitazione. Le sue interpretazioni sono caratterizzate da una sostanziale incapacità di articolare espressioni credibili. Il problema della dichiarazione di Barbareschi è che ha tirato fuori questa cosa durante la conferenza stampa di presentazione di un suo lavoro. Non sarebbe più giusto affrontare questi argomenti nelle sedi più opportune: cioè nell’ambito di battaglie di politica culturale sul cinema (battaglie che non si fanno più)?

E se poi vogliamo andare giù pesanti, dobbiamo dire che il discorso fatto su Monica Bellucci vale per altri attori italiani, specie per quelli che stanno diventando famosi ora. Oggi (13-11-07) ho acquistato il Corriere della Sera e come sempre come primo atto vado ad aprire la pagina degli spettacoli. Sono rimasto basito: un’intera pagina del Corriere della Sera era dedicata a quella che viene definita Coppia d’oro: Vaporidis-Capotondi. Una pagina? Ma vi rendete conto? Verrebbe da dire: “Vaporidis-Capotondi, chi?” Per fortuna che di spalla Mereghetti ha pubblicato una bella stroncatura di questo film (Come tu mi vuoi); ma ciò non basterà, poiché il lettore distratto del Corriere della Sera si limiterà a sfogliare il giornale, a memorizzare il titolo e i nomi (Coppia d’oro-Vaporidis-Capotondi); e il gioco è fatto. Nell’immaginario collettivo Vaporidis e Capotondi diventeranno grandi interpreti. Tutto ciò che vi ho appena detto, mi fa venire in mente il modo in cui il cinema è trattato in tv. Lasciamo perdere la critica cinematografica (quella non esiste più da anni) e concentriamoci sull’informazione cinematografica. Ebbene, nella stragrande maggioranza dei casi quando esce un film e viene presentato in tv non si può parlare di informazione ma di promozione, promozione che spesso è involontaria. Questo avviene poiché i metodi dell’informazione sono ormai standardizzati e bloccati sul concetto di “vetrina di un prodotto”, si mostra un film e non si informa su come è stato realizzato, sul perché, e su quali sono le intenzioni degli autori. Bene, mi sembra di aver messo troppa carne al fuoco…ma riparlerò di questi argomenti, presto.

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