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Festival cinematografici: le ragioni di Nanni Moretti

08/11/2007 | postato da: Maurizio G. De Bonis | Commenti 8

Questa volta mi sono sbagliato. Avrei scommesso tutti i soldi che possedevo per dire che oggi (8 novembre 2007) i giornali non avrebbero dato risalto alle esternazioni morettiane, avvenute durante la presentazione del 25. Torino Film Festival. Ho immaginato, infatti, che una sorta di censura istintiva e gratuita avrebbe messo in silenzio le dichiarazioni di un cineasta che non è mai andato sottobraccio al Sindaco di Roma e non si è mai espresso chiaramente sul nascente Partito Democratico. Ebbene, io leggo regolarmente quattro quotidiani: La Repubblica, L’Unità, Il Corriere della Sera, La Stampa. Tutte le testate appena elencate danno un grandissimo risalto alla questione; La Stampa e La Repubblica hanno addirittura un richiamo in prima pagina (per La Stampa a dire il vero è comprensibile, ma da La Repubblica non me l’aspettavo).

Io ero presente alla conferenza stampa del Nuovo Sacher e devo dire che ho colto in Nanni Moretti, la volontà sincera di non impelagarsi in polemiche eccessive. Il regista ha effettivamente lanciato frecciate alla Festa del Cinema di Roma, ma l’ha fatto con leggerezza e ironia. Non ha mai nominato Veltroni e Bettini, ha semplicemente riproposto il problema delle date, puntando l’attenzione sul fatto che mettere uno dietro l’altro tre festival del calibro di Venezia, Roma e Torino nel giro di tre mesi è un controsenso. Alla fine è ovvio che le tre manifestazione tendano a “fregarsi” i film.

Io, per quel che può contare, sostengo che Moretti ha ragione. Come è possibile creare un evento gigantesco come quello romano e ficcarlo tra Venezia e Torino? Moretti l’ha definito gesto poco elegante e dicendo ciò, proprio “l’antipatico Nanni” ha mostrato la sua eleganza. Ritornando ai giornali, ciò che mi ha stupito è il fatto che le quattro testate che ho citato non solo non hanno taciuto, anzi si sono comportate nel modo opposto. Hanno parlato chiaramente di attacco alla Festa di Roma, pompando un po’ una polemica che Moretti sembrava invece voler tenere sotto tono. Perché questo comportamento da parte della stampa italiana? Io sinceramente non ho risposte precise. Forse esiste ancora nel nostro paese il giornalismo libero? Speriamo.

La domanda che alla fine di questo post mi faccio è comunque la seguente. Possibile che il sistema culturale italiano non abbia un suo equilibrio, una sua sensatezza? Ed ancora: possibile che alla fine noi italiani (cinematografari) non facciamo altro che complicarci la vita? Penso solo alla Francia e alla sua grandissima istituzione cinematografica: il Festival di Cannes. Riuscite voi a immaginare che il Comune di Parigi possa organizzare un Festival con un budget di milioni di euro e lo possa piazzare vicino alle date di Cannes?

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