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Ma Brad Pitt è un attore o un prodotto di marketing?

09/09/2007 | postato da: Maurizio G. De Bonis | Commenti 2

La giuria della 64. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia presieduta da Zhang Yimou e composta da numerosi importanti cineasti come Catherine Breillat, Jane Campion, Emanuele Crialese, Alejandro González Iñárritu, Ferzan Ozpetek e Paul Verhoeven, ha deciso in maniera discutibile di premiare nuovamente a distanza di due anni Ang Lee. Verdetto stravagante ma sopportabile (a stento). Lo stesso attengiamento invece non è possibile tenere nei confronti delle due Coppe Volpi per le migliori interpretazioni. A Cate Blanchett è andata quella per il migliore ruolo femminile. Il problema è che la sua parte era maschile e che l'attrice ha recitato nel film di Tod Haines I'm not There per tutto il tempo con occhialoni scuri e parrucca riccia. Dunque era impossibile giudicare la sua prestazione, a meno che i giurati siano stati colpiti dal travestimento che però nulla ha a che fare con la presunta bravura della protagonista.

Ma ciò che non riesco proprio a comprendere è il premio assegnato a Brad Pitt. In The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford il divo americano non si muove mai, non cambia espressione, dice tre parole. E' sempre inerte e inespressivo. Ma il problema è di fondo. Per la mia visione del cinema è impossibile definire una star come Brad Pitt un attore. Gli attori recitano, i divi americani sono semplicemente aziende, macchine da soldi, prodotti di marketing. La recitazione è un'altra cosa. Abbiamo avuto la prova di ciò sempre a venezia con il film di Nikita Mikhalkov: 12. La prova dei dodici protagonisti (autore compreso) è stata strabiliante, intensa, emozionante, Una vera, cristallina lezione di recitazione nel solco della tradizione artistica dell'est Europa. Brad Pitt di fronte ai protagonisti di 12 è semplicemente nulla. La questione non riguarda solo Pitt. Potrei fare i nomi di Damon, Di Caprio, Cruise, e dello stesso, pur simpatico e politicamente corretto, Clooney.  Eppure di questo aspetto del cinema mondiale si parla poco, e così continuo ad assistere all'esaltazione parossistica da parte dei mass media di prodotti di marketing (le star hollywwodiane) proposti al grande pubblico come attori. Che penseranno dentro di loro gli attori veri?

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