Ciao sono Maurizio G. De Bonis
Vedi il mio profilo


Ultimi commenti

Nuovi post

Tag

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us

Noi critici facciamo mai autocritica?

08/09/2007 | postato da: Maurizio G. De Bonis | Commenti 1

Siamo alle solite, anche durante questa ultima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia si è verificato il solito "tiro al piccione" nei confronti del cinema italiano. In particolare ciò che mi ha colpito è la veemenza con la quale è stato attaccato Vincenzo Marra e il suo film: L'ora di punta. In conferenza stampa le domande sono state acide e non poste per approfondire tematiche e stile del film quanto piuttosto per mettere in difficoltà il regista. Trovo, questa, una pratica disdicevole e priva di senso. Una pratica che nulla ha a che fare con la critica cinematografica e il giornalismo culturale. Ogni film può essere destrutturato e criticato in maniera precisa e inesorabile, e trovo corretto il comportamento del critico che muove i suoi appunti in modo circostanziato, acuto e soprattutto rispettoso. Ciò che è successo nei confronti di Marra risponde invece a una logica perversa: la volontà di mettere in difficoltà un autore senza argomentazione valide.

Nei giorni veneziani bastava andare in giro per il Lido, partecipare alle conferenze stampa e alle proiezioni per i giornalisti per sentire conversazioni inquietanti da parte di critici (spesso giovani e inesperti), i quali pontificavano sul cinema italiano, emettendo sentenze e irridendo in maniera superficiale i tre autori italiani presenti in concorso (Franchi, Porporati, Marra). Ho sentito frasi decisamente squallide, provinciali (perché banalmente esterofile) caratterizzate da un'ossessione cinefila priva di lucidità e cultura cinematografica. Oggi Francesca Comencini sul Corriere della Sera ha difeso Marra e l'ha fatto con dignità e razionalità. Tra le tante cose  che ha scritto una mi ha colpito: "...dietro ogni critica di ogni film italiano c'è la tentazione, se il film non è piaciuto, di decretare la morte del cinema italiano...". Li sento alle proeizioni stampa, questi neocritici stroncare per partito preso tutto ciò che viene fatto in Italia. Questi stessi però attaccano violentemente Marra, ma non si sognano nemmeno lontamente di dire che l'ultimo film di Sabina Guzzanti (presentato a Venezia) è un'operazione cinematograficamente irrisolta, autocelebrativa e neanche tanto divertente. E' una questione di gusti, si dirà. Benissimo, rispondo io. L'importante è che anche umanamente e professionalmente gli autori vengano trattati tutti allo stesso modo, cioè con educazione e rispetto.

Marra è un regista serio e intelligente, uno che ha qualcosa da dire, ed è soprattutto una persona facilmente attaccabile, poichè non è un potente. E' semplice aggredirlo in conferenza stampa o attraverso recensioni e/o stroncature. Ma chi ha avuto mai il coraggio di dire ad esempio a Roberto Benigni che fa brutti film? Ci vorrebbe un po' di serietà ed equilibrio, un po' di vero amore per il cinema e meno egocentrismo critico (nonché qualunquismo). A tale scopo io per primo confesso che in determinate occasioni sono stato vittima (magari con un po' più di equilibrio) di un atteggiamento prevenuto nei confronti del cinema italiano. Faccio ora autocritica (sincera). Spero che qualche altro collega, magari non riveda i giudizi su Marra (un film può non piacere) ma semplicemente si renda conto che aggredire e offendere, e ancora di più irridere, non ha nulla a che fare con la critica cinematografica, il giornalismo e il dibattito culturale.   

 

Tag:

Commenta:




(Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

Scrivi le cifre che leggi nel box

(In questo modo si prevengono gli invii automatici)