Moravia e il cinema

Possiedo una copia di un libro pubblicato da Bompiani nel 1975. Il titolo è: Al cinema. L'autore: Alberto Moravia. Si tratta della raccolta di centoquarantotto recensioni che lo scrittore scrisse per L'Espresso a testimonainza della sua militanza di spettatore critico e di uomo di cultura sempre strettamente legato all'espressione cinematografica. Non consiglio certo questo testo a chi vuole imparare il mestiere di critico cinematografico. I testi di reiferimento in questo caso, infatti, sono altri. Eppure, la lettura delle recensioni di Moravia può insegnare almeno un elemento (fondamentale) all'aspirante critico: la libertà dello sguardo. Spesso, quando rileggo gli articoli cinematografici di Moravia non sono d'accordo con con le sue analisi, ma ciò non toglie il fatto che dentro ogni recensione sia possibile cogliere un'idea, un guizzo interpretativo che costringe il lettore a riflettere, a mettere in discussione le proprie convinzioni.
D'altra parte il rapporto tra Moravia e il cinema è stato sempre molto forte. Lo scrittore stesso diresse un cortometraggio (Colpa del sole), mentre innumerevoli opere sono state tratte dai suoi più importanti lavori. Qualche titolo: La provinciale di Mario Soldati (1953), Racconti romani di Gianni Franciolini (1955), La ciociara di Vittorio De Sica (1960), La noia di Damiano Damiani (1963), Il disprezzo di Jean Luc Godard (1963), Gli indifferenti di Francesco Maselli (1965), Il confromista di Bernardo Bertolucci (1970).
Ebbene, nel novembre del 2007 ricorrerà il centenario della nascita dello scrittore e intellettuale, e spreriamo che l'evento non passi inosservato. Intanto, alla Casa del Cinema di Roma si è pensato di anticipare i tempi organizzando una manifestazione che intende evidenziare le connessioni tra Moravia e il cinema.
L'associazione Fondo alberto Moravia, Il Centro Sperimentale di Cinematografia e le Teche Rai hanno costruito un programma fitto e molto interessante che prevede incontri, dibattitiuna mostra fotografica e la proiezione di ventuno pellicole tratte da sue opere.
Sarà un'occasione per far riemergere l'opera di questo acuto romanziere che seppe sempre intervenire sull'evoluzione sociale del nostro paese con idee anticonformistiche e corrosive. Fu anche se per poco tempo impegnato politicamente, quando nel 1984 venne eleltto nelle liste del Partito Comunista Italiano deputato europeo.
Ma ciò che più ricordo con emozione di Moravia, oltre ai suoi libri, sono le sue interviste spiazzanti e i suoi interventi pubblici spesso molto precisi e intensi, come quando dichiarò dopo la morte di Pier Paolo Pasolini che l'Italia aveva perso un grande poeta (e di poeti veri non ne nascono molti).






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