Dino Risi e Il Segno di Venere
La Philip Morris ha presentato il restauro della pellicola di Dino Risi "Il segno di Venere". Le notizie sono due: il recupero di un film praticamente dimenticato e il fatto che la multinazionale del tabacco che da molti anni investiva in prestigiosi progetti di restauro di film importanti ha annunciato il definitivo abbandono di questa significativa attività.
"Il segno di Venere" è un'opera datata 1955 e rappresenta una delle fatiche registiche più importanti del regista oggi novantenne. Gli interpreti principali sono Franca Valeri, Sophia Loren, Peppino De Filippo e Alberto Sordi. La trama è semplice: due cugine, una bella e procace, un'altra bruttina e insignificante vivono, sotto lo stesso tetto. La bruttina cerca marito ma la sua rivale, la bella cugina, attira inevitabilmente le attenzioni dei suoi possibili spasimanti.
Opera che trova i suoi cardini nei quattro interpreti, "Il segno di Venere" è un film ottimamente scritto, non per nulla tra i firmatari della sceneggiatura ci sono personaggi come Cesare Zavattini, Ennio Flaiano, Age & Scarpelli, Luigi Comencini e la stessa Franca Valeri.
L'altra questione è quella dell'abbandono della Philip Morris rispetto al Progetto di restauro che va avanti da diciassette anni. E' un vero peccato che questa meritoria "pratica" venga interrotta; e ciò solleva il problema gigantesco del deterioramente delle pellicole. In Italia vi sono alcun enti che si sono concentrati nel restauro di film ma non una sorta di programma organico e continuo che assicuri che molti capolavori del nostro cinema non vadano definitivamente perduti. E' una questione su cui ragionare (tutte le organizzazioni che si occupano di cultura cinematografica, in special modo) e che necessita una soluzione.
Infine, il nastro d'Argento a Dino Risi arrivato in tardissima età. Per quello che contano questi premi, ovviamente non posso che fare i complimenti al regista. Ma ciò che mi interessa di più è che tutta la sua opera opera venga ristudiata con attenzione affinchè la sua filmografia sia riletta sotto una luce rinnovata.
Personalmente i film che amo di più sono: Una vita difficile (1961), Il sorpasso (1962), Il giovedì del 1963 (lungometraggio totalmente dimenticato ma interessante) e I mostri (1963).






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