Ciao sono Maurizio G. De Bonis
Vedi il mio profilo


Ultimi commenti

Nuovi post

Tag

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us

L'ultimo (agghiacciante) testimone

14/03/2007 | postato da: Maurizio G. De Bonis | Commenti 0

Leggo su La Repubblica del 13 marzo 2007 che sta per uscire da Castelvecchi la biografia dell'ultimo segretario-assistente di Hitler che rimase accanto al dittatore nazista fino agli ultimi istanti della sua vita.
Il suo nome è Rochus Misch ed è un'ultraottantenne che vive tranquillamente in una bella casa tedesca.
Si tratta di un personaggio agghiacciante in quanto ancora oggi sembra non essere consapevole delle nefandezze terrificanti del regime nazista. Io credo che invece lo sia perfettamente e nonostante ciò giochi il ruolo di quello che non sapeva, che non aveva capito.
La sua figura orrida non è certo nuova. Alla recente edizione del Roma Kolno'a Festival, manifestazione dedicata  al cinema israeliano e di matrice ebraica avevo selezionato nella sezione "Vetrina del Cinema Israeliano", il bellissimo documentario della regista-curatrice Yael Katz Ben Shalom intitolato The Last Wintness".  Si tratta va di un film incentrato proprio sulla figura terribile e assurda di Misch, basato su una concezione filosofica accostabile  al concetto di "banalità del male" di Hannah Arendt.  Ne esce fuori dal ritratto di Yael Katz Ben Shalom la figura di un uomo che non riesce a comprendere la ifferenza tra bene e male e che  la vita  ha destinato ad un percorso famigliare paradossale.
Yaler Katz Ben Shalom con grande profondità indaga nell'animo di quest'uomo illuminando la parte oscuradel pensiero umano e delineando la tragica tendenza da parte dell'umanità di  sprofondare nell'abisso  del male  quasi con natralezza.
Alla proiezione romana del film, presso la Casa del Cinema, le discussioni sono state moltissime.  Il pubbico è rimasto scioccato  da questo personaggio e ha dibattuto a lungo con la regista, la quale ha ribadito che il suo docuntario oltre  a essere una tragica riflessione sull'assurdità del nazismo  è stato un percosrso indagatorio  nella zona più oscura  e inquietante del'agire umano.
Un capitolo, incentrato su questo documentario, sarà pubblicato nel libro da me scritto intitolato "L'immagine della  memoria - La Shoah tra cinema e fotografia" che sarà tra breve  editato da  Onyx Edizioni.
Ho provato personalmente, grazie al film della regista israeliana, a riflettere sui meccansimi che possono
portare una persona qualsiasi a commettere  gesti  abominevoli e a pensare  in modo  indicibile.
Yael Katz Ben Shalom punta l'attenzione, nella sua opera, sul pericolo palese dell'infiltrazione del male in qualunque animo e cervello. Il virus è chiaramente presente nell'umanità, e proprio per questo bisogna guardarlo in faccia.  Solo così lo si può combattere.


Commenta:




(Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

Scrivi le cifre che leggi nel box

(In questo modo si prevengono gli invii automatici)