Orson Welles in Italia
Chi, in Italia, si ricorda di Orson Welles? Pochi: solo alcuni addetti ai lavori, qualche critico e rari “cinephlies” incalliti. Eppure, è stato uno dei grandi geni della storia del cinema, uno dei pochi maestri in grado di elaborare innovazioni linguistiche, un colosso della cultura del Novecento. La figura di Welles non è stata solo motivo di approfondimento per critici e studiosi, è stata, nel periodo del suo massimo fulgore, anche icona pubblica, personaggio fuori dagli schemi che catalizzava intorno a se un’attenzione che andava al di là del suo lavoro di regista. Welles era un uomo grande grosso, con la voce impostata e il piglio di un avventuriero che sapeva cogliere il meglio in ogni paese che frequentava e amava scuotere l’opinione pubblica (ricordate la finta invasione della Terra da parte dei marziani?). Lasciati gli USA, per questioni legate alle persecuzioni maccartiste, il regista approdò in Europa e tra i paesi che lo videro protagonista di anni pirotecnici, l‘Italia ebbe certamente un posto centrale (ma visse anche tra Francia, Spagna e perfino Jugoslavia).
Proprio del rapporto tra Welles e il nostro paese si occupa il libro di Alberto Anile, pubblicato da Il Castoro.
Orson Welles in Italia, questo il titolo, è un libro pregevole, ben scritto e molto divertente. Anile, giornalista e critico cinematografico, descrive con grande precisione la vita dell’autore di Quarto Potere in un’Italia che lo amava e lo odiava e che lui probabilmente, a sua volta, amava e odiava. Riprese di vari lungometraggi, a cominciare dal mitico Othello, due travolgenti amori (Lea Padovani e Paola Mori che sposò), interpretazioni cinematografiche (La Ricotta di Pier Paolo Pasolini, L’uomo, La bestia e la virtù, per la regia di Steno e la co-interpretazione di Totò), una vita di tensioni, sentimenti e divertimento tra Fregene, Roma e il Lido di Venezia, sempre a una velocità esistenziale oltre ogni misura.
Anche l’apparato iconografico del libro di Anile risulta degno di attenzione. Tra le diverse fotografie pubblicate una ci ha particolarmente colpito: quella in cui un Welles, sorridente e spettinato, conversa amabilmente dopo un lauto pasto consumato al Ristorante Romualdo con l’allora segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti. Questa foto emblematica restituisce l’atmosfera del tempo (tra gli anni quaranta e cinquanta) in cui le giornate di politici e intellettuali erano assolutamente pubbliche e libere. Così, passeggiando per Roma poteva capitare di incontrare Welles, magari intento a corteggiare disperatamente l’ennesima bellezza femminile, passione quest’ultima che ha costantemente accompagnato l’esperienza umana del regista insieme a quella per il cinema.
Titolo: Orson Welles in Italia
Autore: Alberto Anile
Editore: Il Castoro
Anno: 2006
Pagine:335
Prezzo: 26,00 euro






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