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Censuriamo le commissioni di censura

14/01/2007 | postato da: Maurizio G. De Bonis | Commenti 1

Un articolo firmato da Lidia Ravera (Cinema:attenzione, caduta divieti - pag.19) , apparso su L'Unità di sabato 13 gennaio 2007, ritorna sulla questione dell'operato delle commissioni di censura in Italia. In special modo, la scrittrice si concentra su un fatto: il truculento Apocalypto di Mel Gibson ha avuto un divieto per la violenza (solo dopo un provvedimento del TAR del Lazio, aggiungo io), mentre per il film di Lars von Trier Il grande capo è scattato il divieto ai minori di 14 anni per una brano legato al sesso. Prendendo spunto dalla riflessione acuta e ben argomentata di Lidia Ravera, non posso che continuare a riflettere a mia volta sull'assurdità dell'esistenza in Italia di una censura cinematografica.
Ritorniamo a Il grande capo. L'ultima opera del regista danese contiene infatti un scena in cui è rappresentato un rapporto sessuale goffo e grottesco, dietro una scrivania. Non si vede alcuna nudità, non c'è nulla di sconvolgente: semplicemente è raffigurato l'atto. Questa tipologia di scena è all'ordine del giorno nelle fiction e film trasmessi in televisione a quasiasi ora del giorno e della notte, e nessuno dice più nulla.
E cosa fa la commissione di censura? Ovvio, pone un divieto su Il grande capo solo perché si intravede un rapporto sessuale.
Ribadisco il concetto: che in un paese civile ci sia una commissione di censura, che stia a valutare il grado di oscenità delle sequenze di un film, è semplicemente intollerabile. Che Il grande capo sia un lungometraggio non adatto ai minori di 14 anni è un'idea paradossale e ingenua. Mi domando dove vivano i "commissari", e come mai pensino che il sesso sia più dannoso della violenza (vedi Apocalypto).
Quella della paura della sessualità è purtroppo una storia vecchia. Come già detto in un precedente post, già da solo il cinema è considerato un territorio anarchico e pericoloso, quando poi in questo luogo libero si affronta, anche marginalmente, l'argomento sesso, ecco che sovversione viene sommata a sovversione.
Insomma, stiamo messi veramente male. L'unica soluzione possibile, visto che sembrerebbe eccessivo chiedere l'abolizone della censura, sarebbe solo quella di creare una commissione di censura che valuti l'operato delle commissioni di censura. Non vi pare?


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