Ecce Bombo: un ufo in sala
Ci stiamo preparando con una certa apprensione all'arrivo dell'ondata prenatalizia di film ultra commerciali. Vacanze in giro per il mondo, storie comiche di dubbio gusto, banalità a profusione per una deriva filmica che ogni anno arriva puntuale come l'influenza.
Per i cinephiles è un periodo duro da sopportare. Così, o si pratica l'astinenza da grande schermo oppure si utilizzano gli strumenti che la moderna tecnologia ci mette a dispozione: plasma e lettore dvd.
Ma se proprio non si riesce a rinunciare al rito cinematografico individuale/collettivo, cioè uscire di casa e andare in sala a vedere qualcosa, bisogna necessariamente armarsi di pazienza. Un film degno di questo nome si potrà pur trovare in programmazione...
Così, eccomi a darvi un consiglio. E' stato ridistribuito a quasi trenta anni dalla sua realizzazione il primo lungometraggio in 35 mm di Nanni Moretti: Ecce Bombo. Chi oggi ha tra i 45 e 50 anni sa perfettamente di cosa sto parlando, ovvero di una pellicola che ha segnato un'epoca e che ha determinato vocazioni registiche e fatto nascere modi di dire. Chi ha 20 anni, e si sta appassionando alla settima arte, può avere invece l'occasione di riflettere sul cinema italiano e sulle problematiche giovanilistiche degli anni 70, grazie a un'opera che pur essendo fglia dei suoi tempi, presenta ancora dei tratti di attualità impressionanti. Ma ciò che colpisce ancor di più è la modernità dello stile morettiano che nel corso degli anni si è affinato senza mutare codice genetico.
Cercate dunque in sala Ecce Bombo: chi lo conosce potrà rivivere una stagione politica e umana di grande sofferenza e di crescita verso il cambiamento (l'abbandono delle ideologie), chi non l'ha mai visto potrà verificare da dove arriva il talento registico e artistico di Nanni Moretti, un talento ancora oggi cristallino.






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