Stanley Kubrick - Interviste extraterrestri
Se proprio fossi messo con le spalle al muro e dovessi scegliere un solo film in tutta la storia del cinema da salvare dopo innumerevoli dubbi e riflessioni sceglierei 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Molti diranno ma come…e Quarto Potere di Orson Welles, La corazzata Potemikin di Ejzenstein, La finestra sul cortile di Hitchcock, Un chien andalou di Luis Buñuel? E potrei continuare così all’infinito. Dato per scontato il fatto che dal punto di vista prettamente critico sia impossibile fare una scelta (esistono molti film da salvare), bisogna (almeno nel mio caso) affidarsi, alle sensazioni interiori, alle emozioni provate. Ricordo che ho visto per la prima volta 2001 Odissea nello spazio all’età di sette anni. Da qual momento non mi sono più ripreso e ho sempre continuato a rapportarmi a questo gigantesco capolavoro, anche nella fase adulta e della consapevolezza critica, in modo profondamente viscerale. Ecco perché a distanza di decenni, continuo a interessarmi a ogni iniziativa critica, editoriale, giornalistica, didattica che abbia a che fare con questa pellicola.
Proprio qualche giorno fa, ho finito di leggere il libro intitolato Interviste extraterrestri (Isbn edizioni – 2006). Si tratta di un volume estremamente interessante che raccoglie tutti i testi delle interviste filmate che Stanley Kubrick aveva realizzato in occasione della realizzazione di 2001 Odissea nello spazio. Questo materiale avrebbe dovuto trovare un posto nel montaggio conclusivo del film, ma alla fine Kubrick decise di farne a meno per non turbare l’equilibrio stilistico e narrativo della sua operazione filmica. Il problema era che all’epoca (e mi riferisco al 1967-68) il cinema di fantascienza era considerato un genere di serie z e Kubrick aveva il terrore che il suo progetto finisse in un tritacarne storico-critico che condannasse la sua prova al cinema di genere di carattere commerciale. Non voleva che 2001 Odissea nello spazio fosse considerato un lavoro di fantascienza (come infatti non è), così ebbe l’idea di sostenere il suo progetto con le dichiarazioni di grandi scienziati: astronomi, fisici, medici, etnologi, chimici, biologi, psicologi. Finanche un rabbino e un prete gesuita. Il tutto per contestualizzare a livello culturale, scientifico, teologico il suo tentativo di raccontare l’ossessione dell’umanità verso la conoscenza dell’universo, nella speranza di non essere da soli.
Il libro è aperto dalla prefazione di Arthur C. Clarke, grande scrittore di fantascienza (da poco scomparso) autore del racconto da cui Kubrick prese spunto (The sentinel), nonché co-sceneggiatore del film. Due sono gli aspetti realmente interessanti dei testi proposti. Il fatto che praticamente tutti (seppur con grande prudenza) gli interpellati si esprimano favorevolmente nei confronti di una visione dell’universo che contempli altre forme di vita, anche intelligenti. E infine un elemento che riguarda la sostanza intellettuale/scientifica delle loro dichiarazioni, quasi tutte profetiche rispetto agli sviluppi che la scienza e la tecnologia hanno raggiunto dopo quattro decenni.
Titolo: Interviste extraterrestri – Autore: Stanley Kubrick – A cura: Anthony Frewin - Prefazione: Arthur C. Clarke - Editore: Isbn edizioni – Anno: 2006 – Pagine: 259 - Prezzo: 16,50





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